MIRACLE MINERAL SOLUTION
Traduzione
del libro dello scopritore - The miracle
mineral s. of the 21st century parte prima,
seconda edizione.

Il
fatto che non si siano condotte ulteriori ricerche su una
soluzione utilizzata da oltre un secolo per uccidere germi
patogeni non ha scusanti.
Le
società farmaceutiche non solo non hanno svolto le
ricerche, ma di fatto in numerose occasioni si sono rifiutate di
testare l'ossigeno stabilizzato.
Sommario
1
- Introduzione
2
- Inizia il viaggio
3
- Nella giungla
4
- Focolai epidemici di malaria
5
- Collaudo e ricerche inavveduti
6
- Indagini sulla chimica
7
- Il miracoloso integratore minerale
8
- Note conclusive
9
- A proposito dell'Autore
10
- Nota del sito http://www.miraclemineral.it/
11
- Fonti
1
- Introduzione
Quella che segue è la storia
della scoperta e dell'elaborazione del metodo di potenziamento
del sistema immunitario forse più straordinario mai
scoperto sinora. Nel mio libro dal titolo Breakthrough: The
Miracle Mineral Solution of the 21st Century (la prima parte è
disponibile gratuitamente online presso
http://www.miraclemineral.it/MMS/documenti/MMS_Part_1.pdf
ho descritto nel dettaglio le
modalità di preparazione dell'integratore a casa vostra,
con la maggior parte degli ingredienti prelevati dai comuni
scaffali di un supermercato; è assolutamente possibile
che vi troviate nella condizione di salvare la vita di qualcun
altro, o magari la vostra.
Dato che il Miracle Mineral
Solution (MMS) svolge la funzione di sovralimentatore del
sistema immunitario, non è indicato per una particolare
malattia ma, piuttosto, è destinato a migliorare il
sistema immunitario sino al punto di sconfiggere numerose
patologie, spesso in meno di ventiquattro ore. Ad esempio, uno
dei principali attuali killer dell'umanità a livello
mondiale, la malaria, solitamente viene debellata da questo
integratore nell'arco di appena quattro ore. Lo si è
dimostrato tramite prove cliniche effettuate in Malawi, Africa
orientale, dove l'uccisione del parassita della malaria presente
nell'organismo non ha riscontrato un solo esito negativo. Oltre
75.000 malati di malaria hanno assunto l'integratore e ora sono
tornati a lavorare e a condurre una normale vita produttiva.
Dopo aver assunto l'integratore, i malati di AIDS spesso si
liberano della malattia nell'arco di tre giorni, mentre altre
malattie semplicemente scompaiono.
SU
2
- Inizia il viaggio
Il telefono squillava dall'altro lato
dell'abitazione, una casa lunga e stretta piena di mobili da
aggirare e con un corridoio da attraversare, ma nonostante tali
impedimenti riuscii ad arrivare in tempo. Il mio amico di lunga
data Bill Denicolo mi chiamava da Chicago. Parlammo del più
e del meno, quindi mi chiese, "Jim, sei bravo a cercare
l'oro?" Non sono mai stato particolarmente modesto, quindi
gli risposi con sincerità (la mia sincerità).
"Certo, sono fra i migliori, se non il migliore in
assoluto." Questo gli bastò. Era un amico, già
a conoscenza del mio lavoro in ambito minerario, quindi mi diede
credito, e continuò: "Sto lavorando con un gruppo
che intende effettuare estrazione di oro nelle giungle del
Sudamerica. Ci serve il tuo aiuto, ti pagheremo secondo le
tariffe correnti e in più avrai una percentuale sui
profitti."
Questo fu quanto. Mi accordai per
partire di lì a un mese circa. Erano intenzionati a
utilizzare la mia tecnologia per il recupero dell'oro, il che
comportava la spedizione anticipata delle mie attrezzature. Per
predisporre tutto e prepararmi alla giungla occorse il mese
nella sua interezza. In relazione alla nostra vicenda, gli
oggetti più importanti che portai al seguito furono vari
flaconi di ossigeno stabilizzato (vi invito a non farvi l'idea
che l'ossigeno stabilizzato sia la miracolosa soluzione di cui
tratto in questa sede). L'acqua reperibile nella giungla è
sempre pericolosa da bere. Nell'America settentrionale l'acqua
dei corsi d'acqua a flusso rapido di solito è abbastanza
sicura da bere, ma nella giungla, indipendentemente dalla
velocità del corso d'acqua, le cose non stanno in questi
termini.
In molti mi avevano riferito che
l'ossigeno contenuto nell'ossigeno stabilizzato purificava
l'acqua uccidendo gli elementi patogeni in essa presenti, in
particolar modo se la si lasciava decantare durante la notte.
Una volta, dopo aver trattato una certa quantità di acqua
di scolo con ossigeno stabilizzato, ne avevo spedito a un
laboratorio un campione da analizzare; in base agli esiti tutti
gli elementi patogeni erano morti. Ero relativamente sicuro di
riuscire a purificare la mia acqua potabile nella giungla.
In realtà avevo lavorato per
qualche tempo con ossigeno stabilizzato. Un mio amico, il quale
abitava a breve distanza da Las Vegas, lo utilizzava in una
qualche misura con i suoi animali; lo aggiungeva all'acqua dei
rol]i per mantenerli in salute e lo usava anche con i cani, a
uno dei quali, malato, lo iniettò in vena; l'animale
guarì nell'arco di alcune ore.
Bill Denicolo mi fece pervenire il
contratto presso la mia abitazione di Las Vegas, Nevada, dove mi
ero ritirato in pensione dopo aver lavorato nel settore
minerario. Il contratto era decisamente allettante; comportava
un salario ragionevole e, posto che avessi trovato oro nella
giungla, prevedeva che ne avrei trattenuto il 20 per cento. Ne
firmai una copia e lo rispedii, per poi ricevere un biglietto
aereo. All'epoca avevo 64 anni, nondimeno ero in eccellenti
condizioni fisiche; non avrei avuto alcun problema
nell'affrontare la giungla.
Il paese in questione era la Guyana,
in precedenza nota come Guyana britannica, sulla costa orientale
del continente sudamericano, appena sotto il Venezuela. Vi
giunsi in un piovoso giorno qualunque, verso la metà del
1996; fui raggiunto da numerose persone del luogo che avrebbero
preso parte alle operazioni, con le quali viaggiammo per circa
trenta miglia sino a Georgetown, capitale nonché più
estesa città della Guyana. Mi condussero presso
un'abitazione locale, dove mi sarei trattenuto sino alla
partenza per l'interno, area in cui avremmo eseguito ricerche
minerarie all'interno della foresta pluviale e della giungla del
paese.
Presso l'abitazione incontrai Mike,
un individuo del luogo il quale vantava diritti su una vasta
porzione di giungla e sarebbe stato uno dei nostri soci. Joel
Kane, il quale abita nella zona orientale degli USA, era
anch'egli uno dei soci elencati nel contratto che avevo firmato;
sarebbe arrivato entro due settimane dalla data prevista per la
partenza verso l'interno. Vi era un altro socio atteso a breve
termine ma, probabilmente, sarebbe giunto dopo la suddetta data.
Si chiamava Beta (il suo vero nome era Satkumar Hemraj, ma
preferiva Beta) ed era connesso a un alto funzionario
governativo, tale Moses Nagamotoo, principale ministro alle
dirette dipendenze del primo ministro Sam Hinds.
Beta non era presente tuttavia,
essendo nostro socio, la seconda sera venni invitato a cena
presso la residenza del primo ministro. Mentre mi trovavo lì
costui si lamentò dei suoi problemi di schiena, che quasi
gli impedivano di svolgere il proprio lavoro all'interno del
governo. Gli spiegai che a volte sistemavo il collo delle
persone e forse avrei potuto dare il mio contributo per il suo
problema alla schiena. Così, dopo cena, mi permise di
sistemargli il collo, operazione che effettuai con gran
delicatezza, assicurandomi di non produrre strappi o lesioni.
Nel volgere di alcuni minuti il suo problema alla schiena iniziò
a placarsi; restammo tutti sbalorditi e ben presto egli si
aggirava per la casa camminando agevolmente.
Il giorno successivo uno dei
domestici mi contattò telefonicamente, chiedendomi se
fossi disposto a sistemare il collo della figlia di Moses,
anch'ella afflitta da notevoli problemi alla schiena. Risposi
affermativamente, quindi quella sera, la terza che mi trovavo in
loco, mi vennero a prelevare per la cena; concluso il pasto,
sistemai il collo della figlia, Angela. Moses aveva un'altra
figlia, Adila, la quale tuttavia non aveva problemi di sorta.
Per quanto possa sembrare sorprendente, di lì a poco
Angela prese a camminare agevolmente e il suo problema alla
schiena sembrava scomparso. Non mi capitava sempre di ottenere
tali risultati spettacolari, ma a volte ciò accadeva.
Ero assai contento di aver dedicato
del tempo per imparare a sistemare il collo delle persone. Farsi
amico un individuo potente come Moses Nagamotoo fu importante;
all'epoca non me ne resi conto appieno, tuttavia senza dubbio in
seguito mi evitò di trascorrere un periodo in carcere.
SU
3
- Nella giungla
Nella nostra prima spedizione nella
giungla avremmo usufruito di otto uomini per il trasporto del
materiale e allestito un campo nelle varie località
raggiunte di volta in volta. I nostri lavoratori, chiamati
drogger e assoldati da Mike, giunsero alla casa con circa una
settimana di anticipo, onde iniziare a predisporre il trasporto
di attrezzature e rifornimenti. Uno di costoro era il
caposquadra e gli altri, ovviamente, lavoratori.
Alla fine giunse il momento di
intraprendere la nostra spedizione; Joel e Beta non erano ancora
arrivati, ma noi non potevamo aspettare. Gli uomini costavano
solo sei dollari al giorno, pur sempre un costo per averli lì
a disposizione, mentre noi intendevamo venire a capo della
situazione. Quindi la squadra finale risultò formata dal
sottoscritto, dal proprietario delle terre Mike, e da otto
drogger.
Il viaggio verso l'interno richiese
all'incirca due giorni. Prima ci volle un'ora per trasferirci da
Georgetown alla città di Parika, sul fiume
Mazaruni-Cuyuni; avevamo caricato su un grande autocarro e
quattro taxi il materiale che, una volta arrivati a Parika,
verso le 9.00, trasferimmo su quattro grandi motoscafi veloci.
Infine giungemmo alla nostra
successiva destinazione, la città di Bartica, considerata
la via d'accesso alle zone interne della Guyana. A Bartica
acquistammo perlopiù forniture alimentari. Vi sono alcuni
negozi di generi alimentari costruiti come magazzini, che in
massima parte riforniscono le escursioni verso l'interno; il
nostro vivandiere acquistò soprattutto fagioli e riso;
solitamente per viaggi del genere si procuravano solo riso ma,
data la mia presenza, aggiunsero vari sacchi di fagioli. In
altri viaggi mi riuscì di far loro acquistare altre
varietà di generi di drogheria.
Quindi caricammo tutto il materiale
su vari battelli e attraversammo il fiume sino a un porto
distante un miglio, sulla riva opposta, dove trasferimmo
rifornimenti e attrezzature su due capienti autocarri, provvisti
di ruote del diametro di oltre due metri, onde transitare sulle
strade fangose della giungla. Persino quelle imponenti ruote non
riuscivano ad addentrarsi dove non esistevano strade. 11
materiale era fissato con cura e per la maggior parte gli uomini
scelsero di procedere a piedi seguendo un percorso leggermente
più breve, sino al successivo punto di partenza
all'interno della giungla. Appresi ben preso come mai
preferivano camminare. La strada era talmente dissestata e gli
autocarri ballonzolavano a tal punto che bisognava impegnare la
massima attenzione solo per rimanervi aggrappati. Nelle cinque
ore impiegate dagli autocarri per raggiungere il punto finale
dell'ultima tappa fluviale del nostro viaggio non vi fu
occasione di riposare, arrivammo col buio e dormimmo alla belle
meglio. Io mi sdraiai su una panchina situata all'esterno del
piccolo negozio del luogo.
La mattina seguente caricammo tutto
il materiale su battelli e proseguimmo lungo quello che era il
ramo Cuyuni del fiume.
SU
4
-Focolai epidemici di malaria
Considerando tutti i dati che avevo
acquisito sull'ossigeno e sapendo che uccide gli elementi
patogeni nell'acqua pensai che avrebbe potuto curare la malaria
(Jim V. Humble).
Il resoconto che segue vi dà
un'idea di quanto ci eravamo addentrati nella giungla. Diversi
giorni più tardi, allorquando due nostri uomini furono
colpiti dalla malaria, eravamo proprio allarmati. Ci era stato
assicurato che in quell'area della giungla la malaria era
assente e non avevamo pensato di portare al seguito medicine
contro tale patologia. Inviai immediatamente due uomini al più
vicino campo minerario, nella speranza che lì potessero
essere provvisti dei suddetti medicinali. Il viaggio avrebbe
richiesto almeno due giorni e, in caso di riscontro negativo,
prima del ritorno degli uomini ne sarebbero trascorsi altri sei.
Dovemmo limitarci ad accettare la situazione, poiché era
quanto di meglio potessimo fare.
Avremmo potuto chiamare un
elicottero, ma non avevamo una radio. Ad ogni modo nella giungla
le radio non funzionano, se non su brevissime distanze.
Considerando tutti i dati che avevo acquisito sull'ossigeno
stabilizzato e sapendo che uccide gli elementi patogeni
nell'acqua, pensai che avrebbe potuto curare la malaria. Mi
sedetti con i due uomini colpiti dalla malattia e chiesi loro se
fossero interessati a provare questa "bevanda della salute"
proveniente dagli Stati Uniti. I due erano molto malati e
soffrivano. Se ne stavano distesi nelle amache, tremanti per i
brividi e al contempo doloranti per la febbre alta. Fra i
sintomi manifestavano emicranie, muscoli e giunture doloranti,
nausea, diarrea e vomito. Erano disposti a tentare qualsiasi
cosa, e lo fecero presente.
Somministrai a entrambi una salutare
dose di ossigeno stabilizzato in acqua, che bevvero d'un fiato.
Pensai, "questo è tutto quello che posso fare per il
momento; dovremo solo attendere il ritorno delle staffette."
Un'ora più tardi i tremiti erano cessati, il che di per
sé non significava molto, dato che i tremiti vanno e
vengono, nondimeno i due avevano un aspetto leggermente
migliore. Quattro ore dopo si erano messi a sedere, scherzando
su quanto male erano stati; quella sera si alzarono dai loro
giacigli e si sedettero a tavola a consumare la cena. Il mattino
successivo altri due uomini risultarono colpiti dalla malaria;
assunsero la medesima dose di ossigeno stabilizzato e a
mezzogiorno si sentivano bene. Restammo tutti strabiliati.
(Questa non è la storia integrale, e l'ossigeno
stabilizzato non funziona sempre.)
Continuai con le ricerche minerarie
dell'oro. Avevo elaborato un metodo alquanto semplice per
saggiare l'oro (vale a dire, determinare la quantità di
oro presente). Riuscivo a condurre analisi io stesso, invece di
dover inviare i miei campioni a un qualche laboratorio e
aspettare un paio di settimane per i risultati. Ben presto avevo
individuato alcuni giacimenti auriferi, quindi iniziammo a
pianificare di allestire nella giungla un impianto per la
frantumazione dell'oro.
Mentre ero impegnato in questo
compito e in ulteriori ricerche minerarie, mi dedicai ad alcuni
spostamenti nella giungla; ovunque capitavo, curavo persone
colpite da malaria (e a volte da febbre tifoide). Anche se
l'ossigeno stabilizzato funzionava solo in circa il 70 per cento
dei casi, questo fu sufficiente a rendermi alquanto famoso nella
giungla.
Sulla via del ritorno in città
da quel primo viaggio, arrivammo a uno scavo minerario che era
stato chiuso per ferie; lì si trovavano alcuni uomini che
stavano aspettando la ripresa dei lavori. Uno di costoro,
dall'aspetto assai malandato, se ne stava seduto a un tavolo.
Gli chiesi cosa non andasse ed egli replicò che stava
aspettando che un battello lo venisse a prendere, essendo
colpito al contempo da malaria e febbre tifoide. Gli accennai al
mio ossigeno stabilizzato, che definivo semplicemente una
"bevanda della salute", ed egli rispose che l'avrebbe
provata. Al mio ritorno dalla città mi corse incontro, mi
afferrò la mano e la strinse con vigore, riferendomi che
era migliorato dopo alcune ore che me ne ero andato e che in
definitiva non si era nemmeno recato in città. Gli
lasciai una boccetta di gocce, come avevo fatto in altre
località della giungla.
Vi sono numerose belle storie come
quella, tuttavia sfortunatamente all'epoca vi erano molte
persone alle quali l'ossigeno stabilizzato non recava alcun
giovamento; era tuttavia una cura che produceva esiti di gran
lunga migliori di quelli prodotti dai farmaci antimalaria
utilizzati in loco. Coloro che abitano nelle zone malariche non
si possono permettere di assumere farmaci preventivi
antimalaria, in quanto dopo un certo periodo si sviluppano
sempre effetti collaterali; di conseguenza, costoro non prendono
mai i suddetti farmaci. Devono affidarsi alle cure antimalaria
standard dopo aver contratto la malattia e, malauguratamente, il
parassita della malaria ha sviluppato una certa resistenza a
tali medicine. I visitatori possono permettersi di assumere
farmaci preventivi antimalaria solo per un breve periodo; come
risultato, in conseguenza all'assunzione di farmaci preventivi,
vari miei colleghi sono stati ricoverati in ospedale.
Di ritorno a Georgetown telefonai a
un amico, tale Bob Tate, descrivendogli la cura della malaria
tramite ossigeno stabilizzato; egli prese subito un aereo per
venire in Guyana. Discutemmo della questione e decidemmo di
valutare se potevamo vendere ossigeno stabilizzato in Guyana.
Pubblicammo un annuncio sulla stampa locale, nel quale si
dichiarava che la nostra soluzione curava la malaria. Fu un
errore. Immediatamente l'emittente televisiva locale inviò
giornalisti presso la località in cui ci trovavamo e ci
ritrovammo in TV a parlarne. Poi arrivarono le radio e i
quotidiani. Per tre giorni restammo agli onori della cronaca,
poi il governo sganciò su di noi una bomba. Il Ministro
della Sanità ci convocò per un colloquio, per
informarci che se avessimo venduto la nostra soluzione a qualcun
altro saremmo finiti in prigione, cosa che non avremmo gradito.
Avevo visto le loro prigioni e sapevo che il ministro aveva
ragione.
Una sera conferii con il mio amico,
il ministro Moses Nagamotoo, ed egli mi spiegò che due
aziende farmaceutiche avevano contattato il Ministro della
Sanità e minacciato di sospendere l'invio di farmaci agli
ospedali locali qualora ella non avesse intrapreso una qualche
iniziativa in merito al tizio che sosteneva di essere in grado
di curare la malaria. Nagamotoo spiegò che data la
situazione non vi era nulla che il suo governo potesse fare per
aiutarmi, ma accennò al fatto di aver suggerito al
Ministro della Sanità di conferirmi una certa libertà
d'azione.
In quel frangente commisi un errore
ancor più grande. Anche se eliminammo dal giornale il
nostro annuncio, continuai a vendere la soluzione ad altri che
ne avevano bisogno. Il mio socio Bob Tate era già tornato
a Gasa, tuttavia io stavo ancora pianificando di svolgere
ricerche minerarie nella giungla. Eravamo quasi pronti con il
materiale quando mi giunse voce che stavano per accusarmi di un
qualche reato e che avrei fatto meglio a trasferirmi da qualche
altra parte. Mi resi conto che la gente di Georgetown teme la
giungla più di quanto non la tema la popolazione di Las
Vegas; di rado i primi danno la caccia alle persone
addentrandosi nella giungla. Risalii immediatamente il fiume,
mentre il materiale mi seguì a distanza di qualche
giorno.
Questa è essenzialmente la
storia della scoperta che l'ossigeno stabilizzato cura la
malaria, tuttavia costituisce solo l'inizio della mia vicenda.
Non avevo ancora preso in considerazione l'ossigeno stabilizzato
come miracoloso integratore.
SU
5
- Collaudo e ricerche inavveduti
Mi trattenni nell'alto bacino del
fiume per poco più di sei mesi, lavorando all'impianto
adibito al recupero dell'oro; finanziai di tasca mia tale parte
dell'operazione in quanto Joel Kane tardava ad arrivare e non
fornì mai fondi supplementari. Quando infine arrivò,
dopo aver visto parte dell'oro che il mio impianto stava
recuperando volle la proprietà integrale e mi offrì
il tre per cento, invece del venti per cento pattuito nel
contratto. Quando non acconsentii, egli incaricò Mike, il
proprietario dei terreni, e i drogger da quest'ultimo assoldati,
di smontare il mio impianto perfettamente funzionante e di
portarlo via nella giungla. In base al contratto, se egli non
avesse impiegato la mia tecnologia non avrebbe dovuto
corrispondermi il venti per cento. Il problema era che la nuova
tecnologia approntata da Mike non funzionava, quindi andò
perso non solo il mio investimento, ma anche quello di Joel;
egli era un milionario e in realtà non gliene importava
granché, ma per me la faccenda assunse una valenza
alquanto più critica.
Quando, trascorsi i sei mesi, feci
ritorno in città, tutti i problemi con il Ministero della
Sanità erano ormai caduti nel dimenticatoio, quindi
abbandonai il paese e tornai negli USA. Avevo perso il denaro
investito, ma sapevo quello che l'ossigeno stabilizzato era in
grado di fare - una situazione assai stimolante. L'oro non mi
interessava più. Non vedevo l'ora di tornare a casa per
avviare un programma di test finalizzato a scoprire la ragione
per cui l'ossigeno stabilizzato funzionava solo in alcuni casi.
Mi recai nuovamente in Guyana un paio
di mesi più tardi, allorquando un'altra società mi
assoldò affinché contribuissi a perfezionare i
loro metodi di recupero dell'oro. Stavo ancora lavorando con
l'ossigeno stabilizzato. Una sera mi lasciai negligentemente
pungere centinaia di volte dalle zanzare la cosa in realtà
non era pianificata, ma quando iniziarono a pungere le lasciai
fare.
Molti giorni dopo cominciai a
sviluppare la malaria. Il primissimo sintomo è soltanto
una lieve indigestione a seguito di un pasto. Non è
particolarmente intenso, solo una leggera sensazione di nausea
che passa nell'arco di quindici minuti. Non si percepisce nausea
vera e propria sino al giorno successivo. Dato che mi ammalai,
decisi che avrei potuto verificare la mia medicina. Prima di
iniziare qualsiasi cura decisi di attendere gli esiti degli
esami del sangue da effettuarsi presso l'ospedale di Georgetown;
un errore quasi fatale.
La corriera che copre il percorso da
quella parte della giungla sino a Georgetown non arrivava, e so
che coloro che aspettano troppo prima di farsi curare finiscono
quasi sempre per lasciarci le penne. Aspettai il mezzo un paio
di giorni, ma non arrivava e io stavo davvero male. Tuttavia,
avvalendomi degli esami del sangue, volevo essere assolutamente
sicuro di aver contratto la malaria. Ben presto sarei tornato a
casa e negli USA non avrei avuto la possibilità di
condurre ulteriori test di questo genere.
Non dissi ad anima viva che stavo
conducendo un test su me stesso. I miei datori di lavoro,
vedendo quanto ero malato, si sentirono in dovere di farmi
tornare in città così, quando accettai di pagare
parte del costo di un aereo che mi venisse a prendere, essi
acconsentirono immediatamente. In quella parte della giungla
dispongono di una radio e di una pista di atterraggio. Il
velivolo giunse il giorno successivo (il mio quarto giorno di
malattia). Mi recai in bicicletta sino alla pista, ormai in
condizioni critiche. Quando arrivai a Georgetown mi infilarono
in un taxi e mi portarono difilato all'ospedale, dove attesi
diverse ore gli esami del sangue. Manifestavo palesemente i
sintomi della malaria. Il medico mi informò che in base
agli esami risultavo positivo alla malattia. Essendo un paziente
esterno7 mi diede un flacone di pillole contro la malaria, che
naturalmente non presi, assumendo invece una corposa dose della
mia medicina. Nel volgere di alcune ore mi sentii meglio; nel
mio caso funzionò. Per dare l'ultimo tocco, tornai in
ospedale per altri esami del sangue, che risultarono negativi
alla malaria. Ero euforico! Ero il primo paziente ad essere
stato sottoposto a esami del sangue tanto prima quanto dopo
l'assunzione di ossigeno stabilizzato; ero convinto di aver
scoperto una cura per la malaria.
Tornai negli USA alla fine del 1997 e
mi trasferii a Walker Lake, Nevada, dove Bob Tate aveva
dislocato i miei laboratori mobili. Il piano era quello di
predisporre e produrre le mie speciali attrezzature minerarie
per ricavarne di che vivere, svolgendo al contempo ricerche
sull'ossigeno stabilizzato che avevo utilizzato nella giungla.
Ci dedicammo alla questione delle attrezzature per circa un
anno, ma poi Bob iniziò a sviluppare la tremenda
patologia nota come morbo di Lou Gehrig (sclerosi laterale
amiotrofica, ndt) e non fu più nelle condizioni di
lavorare granché.
Le vendite delle attrezzature
iniziarono a vacillare per varie ragioni. La rivista su cui le
avevamo pubblicizzate commise un grande errore con il nostro
annuncio e quindi si rifiutò di riconoscerlo7 il che ci
costò migliaia di dollari. Alla fine mi ritrovai a vivere
con il sussidio della previdenza sociale, anche se a volte mi
capitò di effettuare uno o due saggi di minerale
aurifero, il che mi aiutò a sbarcare il lunario.
Grazie all'aiuto di mio figlio, il
quale mi procurò un computer e mi insegnò come
accedere a Internet, iniziai a scrivere a vari amici di penna in
Africa. Alla fine strinsi amicizia con un uomo in Tanzania, tale
Moses Augustino, il quale accompagnava la gente in safari sul
Kilimangiaro. Compresi che egli era interessato principalmente a
fare amicizia con persone negli Stati Uniti, in quanto sperava
di cogliere qualche opportunità. Nei suoi panni avrei
fatto lo stesso. Ben presto mi chiese 40 dollari; compresi che
per lui si trattava di una cifra cospicua, come d'altronde era
anche per me. Tuttavia, dato che volevo che egli provasse
l'ossigeno stabilizzato in alcuni casi di malaria in Tanzania,
gli inviai la somma.
I 40 dollari diedero un buon
risultato, in quanto Moses, in base alle mie istruzioni, iniziò
a somministrare la mia soluzione ad alcuni malati di malaria che
conosceva nella sua zona. Ben presto i pazienti migliorarono -
ma, ancora una volta, non tutti i casi. Moses aveva un amico che
era medico, al quale riferì dell'ossigeno stabilizzato
(all'epoca lo definivamo Humble Health Drink). Inviai al medico
due flaconi, ed egli replicò via email affermando che non
riusciva a capire in che modo dell'acqua salata potesse giovare
in un caso di malaria. A mia volta gli inviai una email dicendo,
"provi e vedrà." Bene, di fatto egli provò
e rimase sbalordito. Cominciò a curare tutti i suoi
pazienti con la soluzione.
SU
6
- Indagini sulla chimica
Nel frattempo mi davo da fare per
scoprire che tipo di elemento chimico fosse in realtà
l'ossigeno stabilizzato e la natura della sua composizione.
Dovevo venire a capo del motivo per cui non era efficace nella
totalità dei casi. Venni a sapere che il Dr. William F.
Koch iniziò a lavorare con questa soluzione nel 1926 in
Germania. La utilizzava con bambini mentalmente ritardati, in
quanto riteneva che l'ossigeno stabilizzato producesse ossigeno
non tossico identico all'ossigeno prodotto dalla respirazione.
Il Dr. Koch impiegò questa formula per i dieci anni
successivi, nella convinzione che in qualche modo aumentasse
l'afflusso di ossigeno al cervello dei bambini mentalmente
ritardati.
La formula arrivò negli Stati
Uniti intorno al 1930. Nel corso degli anni, coloro che
riuscirono a scoprire la formula effettiva iniziarono ad
aggiungerla a vari prodotti, ritenendo che si trattasse di una
forma di ossigeno di cui l'organismo poteva avvalersi.
Nel 1998 scoprire la formula
dell'ossigeno stabilizzato era un compito arduo se si aveva una
limitata competenza in chimica. Tutti coloro che disponevano
della formula non ne parlavano e anche quando la
commercializzavano non riportavano gli ingredienti
sull'etichetta (si tratta di clorito di sodio, NaClO2).
Venni a conoscenza di un'azienda che
forniva istruzioni per l'impiego dell'ossigeno stabilizzato.
Costoro dichiaravano che dopo averne aggiunto alcune gocce in un
bicchiere d'acqua, l'ossigeno stabilizzato diventa instabile -
quindi non si dovrebbe lasciar trascorrere più di un'ora
prima di assumere la miscela. Trovai la cosa interessante,
cosicché ne aggiunsi 10 gocce in un bicchiere d'acqua,
attesi circa otto ore e quindi annusai la miscela, come fanno
spesso i chimici. Pensavo di riuscire a percepire il cloro con
l'olfatto. Compresi che se l'acqua rendeva l'ossigeno
stabilizzato instabile, ciò accadeva perché
l'acqua lo aveva reso meno alcalino (più neutro). Avevo
usato 10 gocce, ma all'epoca stavo accarezzando l'idea di
doverne usare di più. Dopo aver aggiunto 20 gocce, decisi
di unirvi un po' di aceto, alimento che contiene acido acetico,
che sapevo avrebbe reso l'ossigeno stabilizzato meno alcalino di
quanto non accadeva con l'acqua. In tale frangente attesi più
di 24 ore, quindi riuscii a percepire un odore di cloro assai
più intenso.
All'epoca i miei amici in Africa
nutrivano una certa fiducia nei miei confronti, quindi erano
disposti a fare una prova. Iniziarono utilizzando la formula
perfezionata di 20 gocce di ossigeno stabilizzato in un
bicchiere colmo d'acqua assieme a un cucchiaino di aceto.
Trascorse 24 ore la somministrarono a coloro per-i quali
l'originaria dose non aveva sortito effetti; seguendo tale
prassi la miscela funziono in tutti i casi.
Per testare la mia miscela acquistai
alcune stecche per la misurazione del cloro, di quelle
utilizzate nelle piscine, e...indovinate un po'? Dopo alcune ore
la miscela iniziava a presentare un leggero quantitativo di
cloro, che dopo 24 ore ammontava a 1 ppm (parte per milione). In
realtà non si trattava della risposta complessiva, ma ci
si avvicinava. Inizialmente non me ne resi conto, ma le stecche
stavano misurando biossido di cloro. Quindi misi un coperchio
sul bicchiere contenente la miscela e rilevai che in due ore
sviluppava un'intensità di cloro pari a quella prodotta
in 24 ore in assenza del coperchio. Naturalmente questo accadeva
quando impiegavo anche l'aceto, in virtù del fatto che il
cloro non si disperdeva nell'aria altrettanto velocemente.
Trasmisi la novità in Tanzania
ed essi iniziarono ad applicare tale procedura. Aggiungevano un
cucchiaino di aceto, ricorrevano a un coperchio e attendevano
due ore prima di somministrare la miscela ai malati di malaria.
Funzionava ogni volta, senza casi di insuccesso.
Adesso tutto questo appare facile,
nondimeno per capire tutte queste "semplici" cose
condussi oltre 1.000 test nell'arco di un anno. I miei fondi
erano assai limitati e le strisce per i test da piscina assai
costose, così come le varie sostanze chimiche che mi
servivano per condurre i miei esperimenti. Devo ammettere di non
aver realizzato alcunché di particolarmente intelligente
o brillante; mi sono limitato a pasticciare con le mie limitate
conoscenze di chimica metallurgica. Senza trascurare il fatto
che ero stato per 25 anni ingegnere di ricerca nel settore
dell'industria aerospaziale; avevo predisposto collaudi per
bombe atomiche e simili, maturando una certa esperienza
nell'allestimento di test. Provai una dozzina o più di
acidi e un centinaio di combinazioni.
L'ossigeno stabilizzato è
stabile in virtù della sua assai elevata alcalinità.
Quando si aggiungono alcune gocce in un bicchiere d'acqua, la
loro alcalinità viene neutralizzata dall'acqua e gli ioni
presenti nelle gocce diventano instabili e iniziano a rilasciare
cloro o, almeno, questo è quello che pensavo all'epoca.
Quindi il problema è: in che
modo acceleriamo tale processo? Dopo aver provato tutti gli
acidi minerali e vari acidi organici, rilevai che l'aceto,
contenente un cinque per cento di acido acetico, che è un
acido organico, produceva i risultati migliori.
Poi feci un discreto, semplice passo
avanti. Invece di utilizzare un bicchiere d'acqua, eliminai del
tutto quest'ultima. Mi limitai a versare 20 gocce di ossigeno
stabilizzato e tre cucchiaini di aceto in un bicchiere pulito a
asciutto, facendo mulinello per miscelarli.
Funzionò, in soli tre minuti!
Controllai la miscela con le strisce per il cloro e questa
presentò un valore di oltre 5 ppm in soli tre minuti;
quando aggiunsi due bicchieri d'acqua questa diluì la
miscela sino a meno di I ppm - ma il sapore era orribile.
Prima del rilascio del cloro la
miscela di ossigeno stabilizzato e acqua non ha un sapore
particolarmente sgradevole; dopo però. . . Alcuni non
sembrano far caso al sapore, ma la maggioranza delle persone la
pensa diversamente. Provai vari succhi per stabilire quali
fossero più adatti. Si presentarono due problemi: in
primo luogo avevo bisogno di qualcosa che avesse un buon sapore,
ma che al contempo non modificasse la quantità di cloro.
Dopo vari tentativi e assaggi, optai per il tradizionale succo
di mela puro e semplice, senza aggiunta di vitamina C.
SU
7
- Il miracoloso integratore minerale
Nel 2001 mi trasferii nella cittadina
di Mina, in Nevada, dove mi mantenevo grazie a una proprietà
adibita alla frantumazione dell'oro concessami a titolo gratuito
dal mio amico Dick Johnson, il quale mi fece questo favore per
aiutarmi nelle mie ricerche sull'ossigeno stabilizzato,
fornendomi allo scopo anche del denaro extra.
Iniziai a rendere la soluzione assai
più concentrata dell'ossigeno stabilizzato in commercio.
Per molti anni l'ossigeno stabilizzato era clorito di sodio
nella misura del 3.5 per cento, una quantità che
all'epoca nella mia soluzione, che avevo denominato Miracle
Mineral Supplement (MMS), ammontava al 28 per cento, vale dire
otto volte più concentrata rispetto all'ossigeno
stabilizzato ordinario. Nel caso di escursioni nella giungla,
questo significa che posso portare al seguito otto volte il
"potere curativo" dell'originaria formula
dell'ossigeno stabilizzato.
Lasciate che vi spieghi i precedenti.
Negli ultimi 80 anni i ricercatori hanno condotto i loro test
utilizzando da 5 a 20 gocce - al massimo - della soluzione al
3.5 per cento. Nel periodo in cui iniziai a curare persone
colpite da malaria e altre patologie, quando alcune gocce non
sortivano effetti ne somministravo di più. In tutte le
ricerche riguardanti l'ossigeno stabilizzato che sono riuscito a
consultare, nessuna oltrepassava la soglia delle 25 gocce e ben
poche vi arrivavano. Dove era andata a finire l'antica nozione
secondo cui se 10 gocce vanno bene, 40 vanno ancora meglio?
L'unica misura di precauzione che adottai sempre fu quella di
provare prima su me stesso le dosi più abbondanti.
In linea generale avevo a che fare
con persone che desideravano rimettersi in salute e queste
accettavano di provare la soluzione dopo che io l'avevo testata.
Non passai direttamente da 10 a 120 gocce di ossigeno
stabilizzato, ma finii col prenderne 120, per poi assumerne
altre 120 un'ora più tardi. Procedetti poco per volta,
sino a quando non scoprii quel che necessitava per curare una
malattia.
Non si tratta di un farmaco, bensì
di un integratore minerale; e io sono un inventore, non un
medico. Non conosco nemmeno il testo del giuramento di
Ippocrate; non mi propongo di fare quello che fanno i medici.
Dal momento in cui l'ho ritenuta possibile, il mio lavoro - che
ho assolto - è stato quello di inventare una cura
infallibile per la malaria.
A mio avviso non ho mai messo a
repentaglio la salute di chicchessia, e ho curato personalmente
oltre 2.000 soggetti. Sono stati risolti oltre 75.000 casi di
malaria, per lo più da individui addestrati dal
sottoscritto. I soggetti trattati sono stati curati, senza che
nel gruppo fossero riportati decessi. In linea generale si
potevano prefigurare oltre 300 decessi. Quando dico "curati"
mi riferisco al fatto che i soggetti in questione si sono
alzati, hanno sorriso, hanno indossato i propri abiti e sono
tornati alle rispettive occupazioni. A quanto ci risulta non
hanno avuto ricadute. Abbiamo condotto test a doppio e triplo
cieco? No. Non disponevamo di fondi sufficienti.
Bill Gates ci comunicò
telefonicamente che non avrebbe dato il suo contributo se non
dopo l'approvazione della Food and Drug Administration (FDA-Ente
statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico,
ndt). Solitamente l'approvazione da parte della FDA costa
milioni di dollari, tuttavia agli Africani che sono tornati alle
loro mansioni sentendosi in buone condizioni non importava se
noi disponevamo o meno dell'autorizzazione della FDA. Quando
contattai la FDA mi dissero che se stavo utilizzando la formula
in Africa, laggiù loro non avevano voce in capitolo e
quindi non avrebbero espresso commenti; se, tuttavia, intendevo
che la formula venisse approvata negli Stati Uniti, allora era
tutta un'altra questione. A loro non importava che non si
trattasse di un farmaco. Non appena dissi "cura per
qualsiasi malattia", replicarono che in tal caso la formula
diventa un farmaco, per la cui approvazione prima è
necessario svolgere tutti gli innumerevoli test e prove di
laboratorio del caso; stiamo parlando di una cifra non inferiore
- nel migliore dei casi - ai 50 milioni di dollari.
Sino al momento in cui qualcuno
utilizza un integratore minerale nell'ottica di far stare meglio
le persone, nessun biasimo. Sino al momento in cui qualcuno
utilizza un integratore minerale nell'ottica di far stare le
persone più in salute, nessun biasimo. Ma nell'attimo in
cui qualcuno tenta di curare qualcun altro per qualche malattia
specifica con il medesimo integratore in uso da almeno 80 anni,
allora la questione cambia. Bisogna essere medici, effettuare
prove cliniche, disporre di un centinaio di milioni di dollari
per test a doppio e triplo cieco e soddisfare dozzine di altri
requisiti. Nessuno si offre di fornire il denaro; si limitano a
dirvi cosa siete tenuti a fare. Il loro atteggiamento è:
"Come osi tentare di curare la malattia di qualcuno? Questo
spetta esclusivamente ai medici e alle aziende farmaceutiche."
Sappiamo che l'MMS (28 per cento di
clorito di sodio) quando miscelato con aceto genera biossido di
cloro (vale a dire CIO2), il che accade in quanto l'acido
acetico presente nell'aceto fa sì che la soluzione venga
neutralizzata o, meglio ancora, diventi lievemente acida.
Solitamente la soluzione MMS è estremamente alcalina;
quando viene resa acida con l'aggiunta di aceto, diviene
leggermente instabile e inizia a rilasciare biossido di cloro.
Dosando le gocce e l'acido acetico, sappiamo che crea
all'incirca tre milligrammi (3 mg) di biossido di cloro in
pressappoco tre minuti. Quando si aggiunge succo di mela (o un
altro succo privo di vitamina C), questo diluisce la soluzione
al punto che nella miscela complessiva di succo vi è
circa 1 ppm di biossido di cloro. La soluzione MMS continua a
generare biossido di cloro, ma ora a un ritmo assai inferiore.
Il cloro e il biossido di cloro hanno
vari impieghi antisettici; da oltre un secolo si utilizzano per
depurare l'acqua e uccidere gli elementi patogeni negli
ospedali; negli ultimi tempi l'impiego del biossido di cloro è
divenuto sempre più frequente, in particolare per
depurare l'acqua, e ha l'autorizzazione della FDA per la
pulitura di polli, carni e altri alimenti.
Le ricerche hanno dimostrato che il
biossido di cloro è assai più sicuro del cloro, in
quanto quando usato in acqua è più selettivo per
gli agenti patogeni e non crea composti da altri elementi
costitutivi dell'acqua, come invece fa il cloro. La chimica
elementare ci dice che, senza dubbio, la medesima situazione si
verifica all'interno dell'organismo. Si è dimostrato che
quando penetra nell'organismo, il cloro presente nell'acqua
potabile crea almeno tre differenti composti cancerogeni,
nessuno dei quali è stato riscontrato nel caso del
biossido di cloro. Nel 1999 la American Society of Analytical
Chemists ha dichiarato che il biossido di cloro è il più
potente killer di agenti patogeni noto.
Il fatto che non si siano condotte
ulteriori ricerche su una soluzione utilizzata da oltre un
secolo per uccidere germi patogeni non ha scusanti. Le società
farmaceutiche non solo non hanno svolto le ricerche, ma di fatto
in numerose occasioni si sono rifiutate di testare l'ossigeno
stabilizzato.
SU
8
- Note conclusive
Ho curato personalmente oltre 2000
soggetti. Sono stati risolti oltre 75.000 casi di malaria, per
lo più da individui addestrati dal sottoscritto (Jim V.
Humble).
La soluzione Miracle Mineral
Supplement è prontamente disponibile per l'acquisto. Se
desiderate evitare la seccatura di realizzarla e gradireste
provare la mia formula esatta, potete ordinarla in Canada dal
mio amico Kenneth Richards, oppure negli USA da altri che la
stanno producendo. Al momento il prezzo applicato è più
o meno lo stesso ovunque. I più utilizzano un flacone da
quattro once (di fatto contiene 5.5 once) al costo di soli 20
dollari più spese di spedizione, un costo minimo.
Sinora hanno mantenuto i prezzi
bassi. Desidero che chiunque abbia la possibilità di
permettersi l'MMS senza spendere grosse cifre. Nel flacone vi
sono 650 dosi da sei gocce, che dovrebbero durare sino a due
anni; un quantitativo di soluzione di gran lunga superiore
rispetto a quello disponibile presso chiunque altro venda la
debole soluzione di ossigeno stabilizzato. Quindi preparatela
voi stessi o acquistatela; fatela circolare il più
possibile.
Non ho interessi personali
negli affari del mio amico, ma Kenneth ha convenuto di donare un
dollaro per flacone all'iniziativa grazie alla quale si sta
distribuendo l'MMS in Africa, quindi con il vostro acquisto
darete il vostro contributo al progetto africano.
Comunque sia, solo le mail con la
dicitura "Stories of Success" digitata nello spazio
riservato all'oggetto' passeranno il filtro antispam del server;
tutte le mail così pervenute verranno lette.
SU
9
- A proposito dell'Autore
Ha iniziato la sua
carriera nell'industria aerospaziale, dove ben presto è
diventato ingegnere di ricerca. Ha lavorato al primo missile
intercontinentale e al veicolo lunare, stilato manuali di
istruzioni per i primi computer a valvole termoioniche,
predisposto esperimenti per la detonazione di bombe atomiche e
la generazione di-elettricità tramite
magnetoidrodinamica, lavorato a elettronica segreta per il
controllo radio, cablato integralmente la prima macchina
controllata da computer presso la Hughes Aircraft Company e
inventato l'originale congegno per l'apertura automatica della
porta dei garage.
In ambito minerario ha scritto
quattro libri, aggiornato tecnologie obsolete e scoperto come
annullare i pericoli per la salute derivanti da! mercurio
nonché, ovviamente, come eliminarlo dalle procedure di
estrazione mineraria. La sua tecnologia include metodi per la
prevenzione della lisciviazione chimica e il recupero dell'oro
tramite l'impiego di sola acqua.
Il prossimo
obiettivo di Jim è quello di far ritorno in Africa, dove
ha condotto esperimenti, con l'intento di debellare interamente
la malaria in un singolo paese, allo scopo di dimostrare al
mondo che ciò è possibile.
SU
10
- Nota del sito miraclemineral.it
Lo scopritore ha scritto un libro, dal
titolo : The Miracle Mineral S. of the 21st
Century - Parts I e parte II, disponibile presso il suo
sito web in inglese http://www.miraclemineral.org (la Parte 1,
seconda edizione, è scaricabile gratuitamente come PDF
da: http://www.miraclemineral.it/
). Raccomandiamo ai lettori di visitare il suo sito web,
procurarsi una copia e familiarizzarsi con le informazioni che
sono messe a disposizione tanto sul biossido di cloro quanto
sull'impiego del suo Miracle Mineral Solution e relativi
protocolli di trattamento.
11
- Fonti
Questa
traduzione è stata tratta da:
"procaduceo.org"
Una
proposta per un approccio olistico alla diagnosi ed alla terapia
Un sito
olistico molto interessante e che vi consigliamo di visitare.
Grazie al Traduttore
SU
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TERMINI D'USO DEL MIRACLE MINERAL SOLUTION (MMS):
L'MMS E' UNA SOLUZIONE PER POTABILIZZARE L'ACQUA
E SOLO A TALE SCOPO VA USATO.
Ciò che è scritto nel sito www.miraclemineral.it a proposito degli usi curativi dell'MMS
Tradotti dal libro dello scopritore, sono solo opinioni e non consigli medici.
Qualunque cosa lei decida di fare con la sua salute,
si tratta di una sua scelta ed esclusivamente di una sua decisione.
IL MIRACLE MINERAL SOLUTION (MMS )
Non è una medicina, ma una soluzione per potabilizzare l'acqua,
Non è inteso come consiglio medico, non è inteso come consiglio ad allontanarsi dai medici.
Non si afferma che il MMS cura, previene o diagnostica malattie.
A chiunque necessiti di cure mediche si consiglia di rivolgersi ai medici.
Il Miracle Mineral Solution non è stato valutato né approvato dalle autorità sanitarie.
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